Relazione Annuale SERCOMATED
Cari colleghi e soci del mondo della produzione,
grazie per essere intervenuti numerosi a questo incontro dove, come vuole la consuetudine, andremo ad esaminare ed approvare il bilancio dello scorso esercizio della società che ci appartiene.
Ma non solo, perché quest’occasione coincide con la scadenza del mandato del consiglio di amministrazione della società, ed oggi siamo tenuti ad indicare i membri che ci rappresenteranno nel prossimo triennio di attività di Sercomated.
Da Presidente del consiglio di amministrazione uscente non mi soffermerò solo a rievocare i risultati o ad elencare i progetti sviluppati durante il mio mandato, che farò comunque in maniera molto sintetica, ma mi permetterò di esprimere qualche mio modesto pensiero sul valore che Sercomated ha fornito al nostro settore e, in un’ottica di sviluppo, anche qualche riflessione su come Sercomated dovrà affrontare le nuove sfide che ci aspettano in un nuovo mercato.
L’esercizio che si è appena concluso è stato, come previsto, un esercizio difficile per la nostra attività di distribuzione, ha richiesto un grande impegno di risorse di ogni tipo per far fronte a relazioni consolidate con clienti, produttori ed istituti di credito messe a rischio dalle difficoltà commerciali sopraggiunte, alle riorganizzazioni aziendali necessarie per l’ottimizzazione dei costi, alla ricerca della serenità necessaria per prendere le corrette decisioni imprenditoriali.
Non credo di essere il solo a pensare che anche il 2010 sarà ancora un anno difficile, perché una congiuntura profonda come quella che stiamo attraversando non è passeggera e non può essere superata, a mio avviso, nell’arco di un esercizio. All’orizzonte, purtroppo, ci si prospetta un panorama non proprio roseo, dettato da sfiducia, pagamenti in ritardo, relazioni a rischio, forte competitività che diminuirà presumibilmente i già nostri ridotti margini.
In questo quadro che sembra apocalittico occorre trovare nuove energie e risorse, e queste molte volte vengono dal confronto e dall’unità delle azioni. Posso certamente essere considerato di parte, ma ho la netta sensazione che i colleghi che hanno partecipato negli ultimi anni alle attività associative, territoriali e non, hanno trovato minori difficoltà nell’affrontare questo anno difficile.
Ciò non toglie che oggi non si possa fare alcuna riflessione senza considerare la realtà della nostra situazione economica e, anche parlando di futuro, di progetti, di aspettative, di iniziative, non ci dobbiamo dimenticare neanche per un attimo la realtà del nostro mercato che ha bruscamente interrotto il percorso di crescita verso quel ruolo di protagonista della filiera delle costruzioni proprio nel momento in cui il traguardo era visibile.
Il cambiamento in atto, che non mi piace chiamare crisi, ha messo e sta mettendo in evidenza questa nostra inadeguatezza. O, se preferite, ci sta mettendo davanti agli occhi l’insufficiente grado di consapevolezza del nostro ruolo che ci impedisce, al lato pratico, di essere già diventati protagonisti del mercato. Perché le occasioni negli ultimi dieci anni di congiuntura favorevole non ci sono davvero mancate. Ma eravamo tutti troppo impegnati a vendere e a conquistare mercati dimenticandoci di far crescere le nostre aziende.
Oggi ci si offre un’altra possibilità, anzi il momento ci sta offrendo la migliore occasione di crescita professionale possibile, proprio mentre ci sta facendo vivere situazioni che avremmo dovuto intuire ed affrontare in modo meno preoccupante.
La società che ho avuto l’onore di presiedere da qualche anno, che lavora a stretto contatto con Federcomated, la federazione che riunisce tutti i distributori di materiali da costruzione, si è posta per questo un grande obiettivo per i prossimi anni: essere uniti per continuare ad affrontare le sfide del mercato e crescere insieme. Uniti tra noi distributori, uniti con i produttori, uniti con i nostri clienti e le altre istituzioni. E’ sicuramente un progetto ambizioso, ma che poggia sulle solide fondamenta che abbiamo creato negli anni passati con il consenso che le nostra attività hanno avuto nel mercato, i progetti che abbiamo realizzato, gli stimoli che abbiamo fornito.
Questi stimoli non sono stati repressi dalla crisi incombente, anzi. Sono sui nostri tavoli per lo sviluppo:
- una ricerca affidata alla prestigiosa università Bocconi di Milano per lo studio del valore del ruolo del distributore
- un progetto di formazione a distanza per permettere ai nostri collaboratori di sviluppare le loro competenze con nessuna interazione nella normale attività quotidiana
- un progetto di comunicazione integrata per migliorare la visibilità delle nostre aziende
- un progetto di gestione integrata della logistica aziendale e dei trasporti
- un progetto di monitoraggio dei dati interessanti per le nostre attività
- il rilancio dell’analisi della GDO
Progetti importanti, che si affiancano a quelli esistenti (percorsi formativi, collana editoriale, progetto TRIS, portale www.storemat.com) che sono già in fase di implementazione.
Progetti sui quali molte volte, anche con una punta di amarezza da parte dei membri del consiglio di amministrazione, abbiamo dovuto riflettere sulla nostra vera capacità di affermazione.
È successo con i corsi di formazione professionale, che oggi fanno tutti, anche se non con Sercomated, è successo con il TRIS, un progetto di avanguardia che il mercato ha fatto suo, chiamandolo in modi diversi.
Succederà con le altre nostre iniziative, perché magari i nostri colleghi non lo ammetteranno mai, ma un occhio all’attività di Sercomated la dedicano sempre, perché tante buone idee nascono proprio dal nostro tavolo.
Questo ci ha fatto comprendere che quando era necessario produrre servizi per i nostri colleghi lo abbiamo fatto, e Sercomated ha avuto indiscutibilmente il merito di far nascere e stimolare il mercato dei consulenti, dei formatori, degli analisti. Ha dato questo impulso al nostro settore. Sebbene ritenga che comunque i servizi da noi creati siano ancora attuali ed utili per i distributori, non dobbiamo biasimarci se, invece di fornitori di servizi, saremo in futuro solo ideatori degli stessi, perché in Sercomated sono presenti intelligenze di grande spessore. Da queste intelligenze possono, anzi devono, partire idee e input in grado di modificare i comportamenti del nostro specifico mercato.
Progetti che hanno però bisogno di supporto non solo economico, ma di idee e di coinvolgimento per lo sviluppo e l’affermazione.
Questo può essere permesso solo grazie ad una forte presenza di distributori nella nostra organizzazione. Come ho recentemente espresso sul nostro organo ufficiale di stampa, il Commercio Edile, mi piacerebbe vedere protagonisti in Sercomated a fianco dei più autorevoli distributori indipendenti i rappresentanti di significative realtà aggregate che, essendo abituati alle “politiche di gruppo” ed avendo punti vendita distribuiti sul territorio, porterebbero al tavolo di confronto contributi importantissimi per la crescita della categoria. E mi piacerebbe anche poter registrare una grande disponibilità a partecipare ai comitati di progetto, che ritengo il vero valore della partecipazione a Sercomated, oltre al vero strumento di sviluppo delle iniziative.
Vi ho anticipato, in buona sostanza, il mio pensiero sullo sviluppo della nostra attività. Il mio pensiero su ciò che, a mio avviso, deve diventare Sercomated. Ma quali sono gli strumenti per creare interesse e soprattutto un diverso seguito intorno alla nostra attività?
Io credo che da oggi dovremo concentrare i nostri sforzi sulla creazione di una struttura che si occupi di analisi e ricerche di mercato, di studi di settore, contemporaneamente allo sviluppo di rapporti relazionali con le aggregazioni commerciali e con le associazioni di categoria. A queste aggiungerei anche l’Università, non solo come clienti che affidano un’indagine o un’analisi, ma quale partner per lo scambio di conoscenze e di crescita reciproca. Si, perché dai primi timidi ed umili contatti che abbiamo avuto con alcune prestigiose università nazionali mi sono accorto che il nostro settore è ancora molto sconosciuto nei contenuti e nei comportamenti: l’Università dal punto di vista teorico sia tecnico che gestionale è imbattibile, ma dal punto di vista pratico, cioè quando si tratta di entrare nello specifico del nostro settore, cerca di trovare analogie con altri settori, ma si scontra con enormi difficoltà di reperimento di informazioni e di dati coerenti.
In sintesi, credo sia giunto il momento di proporci al mercato in una veste nuova, più moderna e ancora più professionale. E il nostro Consiglio di Amministrazione ha anticipato i tempi, riscrivendo in modo più chiaro ed efficace la propria mission:
“Sercomated vuole essere il tavolo di confronto più autorevole, tra distributori e produttori dell’edilizia, da cui scaturiscono idee, strumenti e servizi per migliorare e sviluppare la cultura nella filiera della distribuzione di materiali edili”.
Quindi luogo di ideazione e progettazione di strumenti e servizi per lo sviluppo del settore della distribuzione di materiali da costruzione, per far in modo che i distributori siano sempre i protagonisti nel mercato.
Dopo queste mie riflessioni, che vi prego di considerare quale mio sincero contributo al successo dei nostri progetti, vorrei anche sottolineare quanto di buono abbiamo realizzato, perché la mia focalizzazione sulle aree di miglioramento non deve oscurare la positività del nostro lavoro che ha prodotto occasioni di confronto, momenti di formazione e di cultura generale di settore e di visibilità per i quali dobbiamo ringraziare anche Tecniche Nuove per la continua e professionale assistenza.
Tra gli obiettivi strategici ed i progetti che all’inizio di questo mandato triennale erano stati indicati come motivi di sviluppo per la crescita di Sercomated non possiamo infatti dimenticare:
- lo sviluppo dei rapporti con le aggregazioni (i rapporti con CERAI e la presenza delle più interessanti realtà nazionali quali soci)
- l’implementazione e la promozione del progetto T.R.I.S. (Tracciato Record Integrato Sercomated)
- la realizzazione della collana editoriale, che ha edito 3 volumi inerenti il mercato, il marketing e la gestione delle imprese nel mondo della distribuzione
- la gestione organizzata del credito, attraverso la riprogettazione di un percorso formativo e il sostegno e la promozione dell’accordo steso tra Federcomated e la società RCS
- la proposta del percorso formativo sull’efficienza energetica degli edifici in collaborazione con il partner Tophaus, quale segnale di attenzione ad un nuovo settore costruttivo che non ci deve lasciare indifferenti
Oltre a ciò occorre ricordare l’impegno, anche economico, che Sercomated ha deciso di affrontare affidando alla prestigiosa SDA Bocconi la ricerca dal titolo “I vantaggi del canale indiretto: la prospettiva del produttore, della rivendita e del cliente” quale logico risultato del lavoro svolto dalla commissione “Vendere attraverso il rivenditore” che per anni ha valutato e approfondito i comportamenti del mondo della distribuzione e del rapporto con la produzione, e che ha lo scopo di determinare quali sono i driver sui quali il distributore può agire per essere il protagonista del mercato, come vuole la mission di Sercomated.
Mission che è stata analizzata, riveduta e corretta, come è già stato espresso, e, anche se concettualmente non è cambiata, è stata riscritta in maniera più chiara ed efficace a dimostrare l’attenzione posta dal Consiglio di Amministrazione allo sviluppo.
Lo sviluppo di questi obiettivi è stato possibile grazie all’impegno ed al sostegno che tutti i membri del Consiglio di Amministrazione hanno posto, e per questo va al Consiglio uscente il mio personale ringraziamento e la dedica di essere stato un Consiglio epocale, non solo per aver perseguito obiettivi innovativi quali il TRIS, la collana editoriale, la ricerca SDA, i rapporti con le università, lo sviluppo rapporti con CERAI, quanto per aver saputo confermare Sercomated ad un alto livello di visibilità dopo l’affermazione dei risultati dello scorso mandato.
In particolare un mio personale ringraziamento va al Vicepresidente Ing. Giovannini, quale imprenditore per l’impegno e la disponibilità a testare i nuovi progetti, quale vicepresidente per l’importante lavoro di coesione nel gruppo e di sostegno per lo sviluppo delle iniziative.
Occorre però non dimenticare che occorre migliorare certi aspetti della gestione e dello sviluppo di Sercomated, perché non tutti gli obiettivi si sono concretizzati:
- lo sviluppo della comunicazione per l’accrescimento della visibilità di Sercomated
- lo sviluppo dell’informazione a favore della visibilità degli associati
- lo sviluppo dei rapporti di filiera trasversale
- la promozione
- la continuità del lavoro dei comitati di progetto
Non essere stato in grado di perseguire con efficacia questi obiettivi è un mio personale rammarico, perché li ritengo fondamentali attività di sviluppo. La costanza dell’informazione, anche attraverso il nostro sito internet, e la crescita delle relazioni devono essere, a mio avviso, gli impegni che il prossimo consiglio si deve assumere per l’affermazione completa di Sercomated.
Prima di passare alla lettura della relazione amministrativa, permettetemi di ringraziare innanzitutto i colleghi che oggi sono qui numerosi per questo importante momento sociale, i nostri consulenti, in particolar modo il Prof. Sabbadin che si è adoperato negli anni per il successo della nostra collana editoriale, la Dott.ssa Renata Bragotti di Clickus per il suo apporto di consulenza e professionalità nella gestione della comunicazione web, Tecniche Nuove, il suo Presidente Dott. Giuseppe Nardella per aver creduto nelle nostre iniziative ed i suoi redattori che ogni mese sostengono la nostra attività attraverso le testate del gruppo, e, naturalmente, tutta la nostra struttura, dal sempre presente e preciso Arch. Lodrini, nostro coordinatore, all’insostituibile amministratore delegato Mario Verduci, senza dimenticare la puntuale e disponibile Sig.ra Cristina e le colleghe che l’hanno coadiuvata per la gestione delle nostre attività ed il Rag. Alessandro Giurisato, curatore dell’ufficio amministrativo della nostra Società.
Il futuro.
Confido che l’industria continuerà a essere ancor più vicino a Sercomated, carpendo il valore creato attorno ad un tavolo congiunto con il mondo della distribuzione che ha permesso lo sviluppo di relazioni concrete e coerenti, così come auspico una sempre maggiore presenza e sostegno da parte del mondo della distribuzione sia indipendente che organizzata, perché la sua partecipazione, la sua presenza, la sua visibilità possa fortificare l’immagine di una associazione sempre attenta ai propri bisogni.




